Collana: I Caribù

Titolo:
Come uno squalo in un ruscello
il grido e lo stupore

Formato: 122 x188
Pagine: 54
Prima edizione: 2022
ISBN: 978-88-6086-212-9
Prezzo: € 10,00

Prefazione: Andrea Galgano

Il libro

Questo testo di Milena Ercolani racchiude un grido fertile. Il grido non è solo l’indizio di una voce inascoltata, è una domanda elementare di felicità. Può essere la cifra di un urlo disatteso e ignorato, pronunciato come viscere del mondo (come accade in Teorema di Pasolini), può manifestarsi come orizzonte interiore o di scrittura che arrischia l’anima, la mette a nudo, testando la gemma vibrante dell’essere, il suo limite e la sua fioritura estrema.

In ultima analisi, fa transitare anche sulla verità buia e splendente della propria condizione, liberarsi dalla prigione, sentirne la condizione, avvertire il senso di alta finitudine che tocca la vertigine della creazione.

Non siamo i creatori della vita e del suo mistero profondo, della sua anima più abissale: «A fatica, / come uno squalo in un ruscello, soffoco nel ricordo dell’oceano amato … / Le ossa stanche non riposano, / piano passano i giorni, / ma io, equilibrista d’acqua secca, / muovo la pinna / sotto ai miei piedi / di salsedine affamati. / Fiacca e ammaccata scorgo un varco, / rinasco / in flutti d’oceano / e l’anima riassapora / la dolcezza del sale».

In questo grido non c’è solo il vertice di una condizione, esiste l’attonito e sorvegliato stupore per ciò che si ama, di cui siamo fatti e irrorati, a cui tendere, come avviene nell’accorato testo sulle figlie: «Accese in cuore dall’aurora / come un fiume in piena, / foste all’alba / la mia sorpresa attesa / nello stupore della viscera innamorata».

Come se il Destino sorvegliasse il nostro limite e a cui rivolgersi, affidarsi come una lunga progenie di ultimità e di eterno.

O la propria luna piena, in una fame totale d’amore: «Io, lupa, / che ama la notte perché chiede il giorno, / ululando a Selene promesse d’amore. / Licantropa io sono, / dal volto sfigurato ed il corpo peloso, / dal dente affilato e l’occhio ematico, / licantropa sul colle notturno / di luna piena: / sangue sul muso, / sibilo nell’orecchio, / licantropa per esistere / oltre l’ombra della sera, / licantropa per affondare l’unghia / nella pelle della vita».

Lo scirocco di ogni danza esplode in una vertigine, raccontata e sfiorata, come uno sguardo fra i larici, prima di ogni ultima carezza: «Fu l’ultima tua carezza / quella che tentò / di spezzare il respiro rapito / da effimere chimere / Fu l’ultima tua carezza / quella che tentò / d’ossigenare amore eterno / nell’anima mia asfissiata / Fu l’ultima tua carezza / ad aver sigillato il mio cuore nero / quella sera / prima che m’addormentassi / per risvegliarmi nei giorni futuri… / Quella è rimasta / l’ultima tua carezza…».

Deve essere questo il tempio di ogni bellezza possibile: affermare la realtà delle cose, persino il loro chiaroscurale rovescio, perché c’è, si destina, si compie ogni oltre dolore: « Il sole delle isole / è un altro sole… / E se le isole sono vulcaniche, / allora / l’azzurro si fonde col fuoco / e la roccia s’incarna nel cuore, / il magma salmastro diventa giardino / e il vento marino è carezza sponsale, / la terra nera genera / aromi e sapori, / anfratti ed incanti / …Cos’ io, / nella beata quiete  / di questa generosa isola, / vorrei restare per sempre …».

Nella vertigine dello stupore, nel dramma dell’esistenza resta sempre un respiro, un fiato lungo, come giacimento e fondale. Rimanere stupore o farsi malcontento, non già malinconia, che è bellezza provvidenziale e arsura di luce.

In questa opzione resta tutta il fondamento della bellezza, dove il cuore dell’orizzonte diviene gemma finale, segno semplice e vastità infinita.

Andrea Galgano (docente di letteratura e poesia, poeta, saggista)

 L’autrice

Insegnante, poetessa e scrittrice, nasce il 19 settembre 1963. Ha collaborato con accademie e centri per la realizzazione di giornate dedicate alla divulgazione della letteratura e della cultura, anche come membro di giuria e presidente di alcuni premi letterari.
Ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia di Medellin, al Festival Internazionale di Poesia di Lima e al Poetry Parnassus Festival di Londra.
Ha pubblicato con Aiep Editore, “Angiolino e Maria”, “Figlie della Luna”, “Il canto della crisalide”, “Antologia Poetica” e “Celesta”.