Ereb Shamilov

La vita di Ereb Shamilov, considerato il più grande prosatore curdo, è simbolo della diaspora secolare del suo popolo. Nasce nel 1895 nei pressi di Kars, città che al tempo è sotto il dominio della Russia zarista (e che è poi annessa alla Turchia). A soli ventidue anni viene incarcerato per molti mesi nel nord del Caucaso. Intorno al 1920 si trasferisce nella città di Erevan, capitale dell’Armenia. Costretto nel 1937 all’esilio, trascorre venti anni in Siberia. Vive fino al 1978, pubblicando numerosi romanzi e testi teatrali mentre collabora a giornali e riviste.
Fra le sue opere più famose si ricordano Il pastore curdo e Il castello di Dimdim. La stessa storia di questo romanzo è segno di un tragico nomadismo fedele alle proprie radici: scritto in lingua russa, poi tradotto dall’autore in curdo nell’alfabeto latino è infine trasposto in caratteri arabi da Shuker Mustafà per l’Accademia curda di Baghdad.
Ereb Shamilov è considerato uno dei più grandi scrittori curdi ed è celebrato in Armenia come eroe nazionale.

Paese: Armenia