Collana: I Caribù

Formato: 15 × 21
Pagine: 320
Prima edizione: 2011
ISBN: 88-6086-071-2

Prezzo dell’edizione cartacea: € 20,00

Il libro

Cavour, una figura chiave dell’unità d’Italia, su cui autori di fama hanno scritto con risultati sorprendenti, eppure mai nessuno ne aveva sviscerato i tratti sostanziali della personalità partendo dal presupposto più serio, quello delle sue origini. La biografia del grande statista, scritta da Antonio Stolfi, rievoca la vita privata del conte di Cavour con i suoi amori clandestini, gli anni di una gioventù ribelle, i viaggi che ne hanno consolidato la formazione. Parigi, Londra, Bruxelles, Ginevra erano le sue mete, dove aveva parenti da parte della madre. Nel libro la sua vita privata si intreccia con l’opera di un uomo pubblico dalla grande capacità di governo e di tessere alleanze, fino al punto di trascinare in guerra l’Austria, costringendola cosi ad uscire dai confini della nascente Italia.

Cambiare idea su Cavour

Non avevo ancora vent’anni quando mi capitò tra le mani il volume sul risorgimento di Montanelli e ricordo che la figura di Cavour mi risultò antipatica. Una cinquantina di anni più tardi, durante la mia brevissima esperienza politica, ebbi l’opportunità di conoscere personalmente lo storico inglese D. Mack Smith, che nell’occasione era venuto a San Marino a tenere l’orazione ufficiale per l’insediamento dei nuovi Capitani Reggenti. Fu allora che lessi un suo saggio su Cavour e ne rimasi folgorato: il suo giudizio sullo statista piemontese è che il Conte rappresenta “la figura più interessante e di maggior rilievo dello Stato italiano moderno. In me lo studentello liceale aveva ceduto il posto all’uomo maturo e come tale condividevo quella definizione. Cavour era abile, sicuro di sé, machiavellico e privo di scrupoli quando le circostanze lo richiedevano, era un giocatore nato (azzardò sia in borsa che in politica) ma era dotato anche di buon senso e notevole fiuto.

Maurizio Gobbi