Caratteristiche

Collana: Acta minima
Formato: 13 x 19
Pagine: 160
Prima edizione: 2013
ISBN: 88-6086-104-7

Prezzo edizione cartacea: € 12,00

Prezzo e-book: € 6,00

Il libro

Pillole di felicità disseminate da Ilvo Diamanti, nella presentazione pesarese del libro di Matteo Ricci. “Ho tentato di scoraggiare il presidente della Provincia. Gli dicevo di stare attento, di non insistere sulla felicità di questi tempi. Forse la mia utilità è stata convincerlo a fargli fare l’esatto contrario”.
“La felicità può essere una categoria della politica o l’interpretazione è una forzatura?”. Il politologo ci pensa su: “E’ una bella domanda”. “In Italia, nonostante tutto, ci sentiamo abbastanza felici. Credo nel dovere della sobrietà. E forse proprio perché abbiamo il senso dei nostri limiti conquistiamo questo sentimento. Ognuno di noi, se esagera, non sarà mai felice. Il modello americano raccontato nel libro? Si regge sul rischio della povertà. Se ci si protegge con le tutele sociali, poi ‘uno su mille’ non ce la fa più. Senza il rischio del declassamento, in quella visione non ti rialzi, non hai motivi per reagire. Senza povertà non c’è ricchezza, questa è la logica”.

Così, prosegue Diamanti, “tutti abbiamo domande domande di fondo che vogliamo soddisfare. Come diceva Bob Kennedy, il Pil non è tutto. Anzi: è misurato da una serie di indicatori che vanno anche contro il nostro stesso benessere. La misurazione può avvenire a spese dell’ambiente, della sicurezza, dell’integrazione. La ricerca verso il Bes spinge a cercare altro. Non accontentandosi, ma cercando di adattare gli obiettivi alle risorse e alle possibilità. A noi fa bene stare con gli altri. Più siamo soli, più diventiamo insicuri. Meno partecipiamo, più abbiamo paura. L’altruismo? E’ una forma di egoismo. Nel momento in cui lavoriamo per gli altri, lavoriamo per noi stessi”.

“Cosa c’entra la politica con la felicità? – si chiede Matteo Ricci – E’ una domanda legittima. Ma ho ribaltato l’approccio. Mi sono chiesto a cosa serve la politica, se non contribuisce al diritto della ricerca della felicità di ognuno di noi. Forse sto scavando ulteriormente nelle ragioni del mio impegno”. E chiarisce: “La ricerca è per gran parte un percorso intimo. Si lega alla salute, agli affetti, alla spiritualità. Ma c’è una sfera pubblica della felicità? Alla fine, parliamo, in altri termini di bene comune”. Di qui il viaggio con Giovannini. “Il Bes è un indicatore più completo rispetto al Pil. Misura le diseguaglianze, i posti di lavoro, il livello della salute, la qualità delle relazioni, la distanza tra politica e istituzioni. Quello che più sinteticamente dovrebbe essere definito come progresso. Ma l’indicatore non basta se non si rimettono in fila i valori. La crisi è un trauma collettivo, ma può rappresentare un’opportunità per rimettere in fila le cose che contano. Come il lavoro, la giustizia, la solidarietà. E’ cambiata la scala dei valori, il nuovo modello di sviluppo si costruisce solo partendo da qui”. Il resto è il collegamento con la quotidianità dell’azione amministrativa, raccontata nel viaggio.

Il ministro Enrico Giovannini: “Giusto progettare il futuro, gli indicatori del Bes parlano della nostra competitività”

ROMA – Parlamentari, giornalisti e addetti ai lavori si affacciano nella sala stampa della Camera dei Deputati. L’occasione è la presentazione, in anteprima nazionale, del primo libro di Matteo Ricci. Così, nell’ “Italia alla ricerca della felicità”, a fare da raccordo, tra domande e spunte, è il direttore di TgCom 24 Alessandro Banfi. Occhi puntati sul ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha firmato la prefazione e in sala stampa descrive un libro “fresco, frizzante e spontaneo”. Dove rivivono i dibattiti di gente come Stiglitz e Sen e c’è l’intuizione di “progettare il futuro, per non ripetere gli stessi errori del passato”. Per cui, nota il titolare del dicastero del Welfare, “è giusto tentare di tradurre le domande sul nuovo modello di sviluppo in prospettiva politica”. Anche perché “parlare dei nuovi indicatori del Benessere Equo e Sostenibile” vuol dire edificare soluzioni migliori. E Giovannini fa un esempio che lo riguarda in senso stretto: “Tutti siamo concentrati sul taglio del cuneo fiscale. Ma nessuno dice che sarà a vantaggio delle imprese che non hanno incidenti sul lavoro. In tal modo leghiamo il tema alla sicurezza. Sono esempi concreti di domini del Bes che si incrociano”.
Dentro il racconto, per Matteo Ricci, “c’è anche la testimonianza di un amministratore che si scontra con le difficoltà della burocrazia, di uno Stato poco snello. Che vuole il cambiamento”. E ancora: “Nessuno è disposto a rinunciare alla sua personale ricerca, neanche in tempi di crisi. Io dico che la provincia di Pesaro e Urbino non sarà mai il territorio più ricco ma uno di quelli che punta al primato della qualità della vita. Allo stesso modo il discorso può essere esteso all’Italia, se affronta in modo serio i suoi problemi: l’evasione fiscale, il debito pubblico, la criminalità organizzata”. Insomma serve cambiare, per il presidente della Provincia. E’ un messaggio rivolto anche al suo partito, che ha avuto “le sue criticità più grandi nella classe dirigente nazionale, per non aver voluto investire sul rinnovamento”. Il volume, edito da Aiep Editore, disponibile in formato cartaceo e digitale, sarà presentato prossimamente nelle principali città italiane.

Il video

Conferenza stampa presso la Camera dei deputati.