Collana: Il Piccolo Stato

Formato: 15 × 21
Pagine: 48
Prima edizione: 2013
ISBN: 88-6086-095-4

Prezzo dell’edizione cartacea: € 15,00

Il libro

Nella notte stellata Luigi insonne uscì di casa. Sulla stradina bianca che si snodava passando vicina a casa sua, si incontrava la bottega di donna Lucia, con tante prelibatezze e l’ottimo cioccolato di cui lui era particolarmente ghiotto. Fra gli alberi si intravedeva un vecchio ponte sul quale, prima della guerra, quando era ancora bambino, passava un meraviglioso trenino colorato di bianco e di azzurro.

(2) Sotto il ponte un lavatoio dove un tempo le donne sciacquavano i panni intonando meravigliose canzoni. Dalla fonte, all’ombra di un vecchio fico, sgorgava acqua pura.  Un lampo di gioia si accese negli occhi di Luigi guardando il trenino fermo sul ponte, reso ancor più bello dalle stelle alte nel cielo.

(3) Lo Stato gli aveva commissionato un lavoro: il treno doveva essere riparato. Luigi con amore se ne era preso cura, gli aveva tolto la ruggine e passato in seguito la vernice bianca e azzurra. Non sapeva il perché, ma lo sentiva suo, faceva parte della sua storia, della sua vita.

(4) Ora sul trenino brillavano di nuovo i colori della bandiera della piccola Repubblica. Era stato il suo ultimo lavoro da carrozziere, prima di andarsene in pensione. Le lacrime gli rigavano il volto, tristezza e nostalgia avevano preso il sopravvento.

(5) Una  trota nella fontana faceva grandi cerchi, sbucando fuori sembrava che volesse parlargli. “Che assurdità” – disse fra se. Osservò il ponte leggermente illuminato. Un pipistrello volava verso di lui con un ritmo così insolito che sembrava danzasse. Guardò attentamente e vide all’interno del trenino uno strano movimento. Gli parvero delle ombre.  “Ma che strano” – rise – “sono proprio diventato vecchio!”.

(6) Ormai viveva nei ricordi. Nelle notti insonni, seduto comodamente vicino alla fontana osservava il suo trenino. Il vecchio albero di fico gli regalava dolci frutti, la luna alta nel cielo riempiva un grande spazio nel buio scaldando il suo cuore sofferente.

Clara, sua moglie era malata da molti anni e neppure si accorgeva della sua assenza: prendeva sonniferi e medicine.

(7) Una notte come tante per lui, ma speciale per tutti gli altri, giunse alla fonte e sentì un canto provenire dal lavatoio. Dove ancora sgorgava acqua la musica cullava l’aria. Sporse la testa e vide l’immagine di una bellissima fanciulla che cantava lavando i panni.

(8) Luigi, esterefatto, scosse la testa borbottando: “Ma che mi sta succedendo?”. Si diede un pizzicotto per sentirsi vivo.  Affranto dai pensieri pensò di essere inutile. Cominciò a piangere ma, in preda allo sconforto, cadde nel lavatoio.

(9) Allora il trenino si animò, vide ombre in movimento. Luigi osservava col naso all’in su le sagome nere, mentre la trota Shus cercava di aiutarlo, spingendo con forza sulla schiena per farlo uscire dall’acqua. “Forza sali!” – gli disse. La lavandaia lo afferrò con decisione per la camicia, salvandolo.

(10)  Cantava con impeto battendo a ritmo grandi lenzuoli sulla piana di marmo del lavatoio; un canto allegro, vigoroso. Luigi, ancora bagnato, accennò qualche passo di danza sotto la luna. Ora tutto era vivo. Si stropicciò gli occhi più volte, stentava a credere! Dal finestrino del treno si sporse un uomo con la barba che lo salutò, sembrava Marino.

(11) Flap, il pipistrello, volò da lui: “Ora puoi tornare indietro nel tempo – gli disse – oppure scendere nel mondo dei desideri, dove tutti i tuoi pensieri prendono vita”. Incredulo Luigi balbettò: “Ma io…”. “Si tu puoi!” replicò subito Flap che per lunghi anni aveva vissuto nella galleria proprio la stessa in cui si trovava il trenino arrugginito. “Lo avete portato via – gli disse – ma l’ho finalmente ritrovato!”.

(12) “Ora vivere qui è bellissimo! Rivedo i miei vecchi amici!” – disse Flap. “Chi sono?” -domandò Luigi.  “Guarda lassù, sul ponte!” – replicò Flap. Dai finestrini comparvero Innocenza, la martire riminese, donna Felicita e il figlio Verissimo che salutavano Luigi, augurando: “Buon Natale!”. “Buon Natale a voi!” – rispose Luigi, felice come non mai. Gioioso volse lo sguardo al cielo e i fiocchi di neve iniziarono ad accarezzargli il viso.

(13) Quella fu una notte magica, tutto brillava fin sopra le torri del Titano. Si avviò a casa e vide la luce accesa. ‘Che strano’ – pensò aprendo la porta. Vicina al caminetto c’era sua moglie Clara che si volse e lo abbracciò. Lo stava aspettando. Aveva preparato tutto, la tavola, il camino e un maestoso albero di Natale. Quindi tirò fuori un pacchetto rosso: “E’ per te” – gli disse.  Incredulo Luigi scartò il pacchetto e vide un trenino, il suo trenino bianco e azzurro!

(14) “Corri, vieni fuori a vedere!” – disse Luigi felice di ritrovare Clara in buona salute. Il trenino, quello vero della fantasia, con dentro i suoi amici li stava aspettando. Salirono al volo e il convoglio si mise in moto dirigendosi lassù nel grande cielo, dove le stelle brillano e i fiocchi di neve cadendo ricoprono il Monte Titano.

(15) Giunti sulla vetta del Monte dove l’orso Kris aveva preparato per loro le ciambelline al miele, ad un tratto il trenino si bloccò, era rimasto incagliato tra i rami di un grande albero.

(16) L’orso Kris tentò di arrampicarsi sui rami più alti, ma non ci riuscì e così chiese aiuto a Saira, l’amica Aquila, chiedendole di volare velocemente sul monte Feretro, per chiedere l’intervento del grande amico, San Leo.

(17) Gli attrezzi da lavoro dell’amico furono miracolosi, in breve San Leo liberò il treno bianco e azzurro che ora poteva di nuovo volare sopra il manto bianco di neve che ricopriva la valle del Marecchia.

(18) Al mattino del 25 dicembre gli abitanti del Monte Titano poterono vedere una scia luminosa in cielo, una sorta di stella cometa che sprigionava fiocchi di neve. Pareva che piovesse amore.

(19) La luce si fece talmente intensa che tutti uscirono dalle loro case e vennero contaminati dall’amore sprigionato dall’incredibile spettacolo! Il loro cuore era cambiato. Il Santo Marino era finalmente felice, il suo sogno si era realizzato.

(20) Da quella notte, Marino, Felicita, Leo, Verissimo e Innocenza, comparvero sempre nella notte di Natale al lavatoio del vecchio ponte. Ancora oggi è possibile scorgerli mentre si affacciano dalla carrozza del magico trenino.