Caratteristiche

Collana: Melting Pot

Formato: 13 × 20,5
Pagine: 144
Prima edizione: 1994
ISBN: 88-86051-21-2
Prezzo: € 9,30
Lingua originale: italiano

Il libro

Testo dello spettacolo teatrale omonimo che collega la fiaba popolare dei fuler, narratori delle campagne romagnole degli anni ’30, alla cultura orale dei griot, figura del folklore africano. Una sperimentazione incentrata su due figure della tradizione orale tanto lontane geograficamente, quanto vicine nei ruoli: il Griot, ovvero l’ antico saltimbanco cantastorie di molti popoli africani, e il Fuler, il suo gemello romagnolo. Sono cantori ormai scomparsi, alle radici di due mondi che hanno trovato una comune identita’ in una compagnia teatrale, Le Albe di Ravenna.

Lo spettacolo teatrale

Scritto a quattro mani da Luigi Dadina e da Mandiaye N’ Diaye, il lavoro ha fatto il suo esordio recentemente a Dakar e si pone ora all’attenzione del pubblico milanese come frutto di un incrocio culturale multietnico, che alterna dialetti africani al romagnolo della tradizione orale. Tra gli interpreti, oltre ai due autori Dadina (che cura anche la regia) e N’ Diaye, troviamo anche Danilo Maggio, El Haidy Nyadg e Mor Ava Niag (il simpatico Arlecchino nero che nei mesi scorsi ha portato al successo al teatro Rasi di Ravenna un Goldoni inconsueto). Tuttavia tra i due cantastorie vi sono differenze, almeno formali. Il Griot (termine di derivazione francoafricana) non solo significa narratore e suonatore, ma indica anche la posizione sociale riservata al saggio, colui che riesce a guarire i malati cantando o danzando, che fa della parola strumento di mediazione tra i diversi capi tribu’ , il consigliere dei re e l’ organizzatore di tutte le cerimonie principali della vita. Il Fuler, invece, nel quale si contrae, in dialetto romagnolo, la parola “fabulatore”, e’ esistito fino agli inizi degli anni Trenta. Di natura vagabonda, girava di casa in casa durante le sere d’ inverno per raccontare storie.