Gabriele Giardi

San Marino Crisi

Pagine:48
Prezzo: € 10,00

Il lavoro fotografico che ci propone Gabriele Giardi nasce da una ricerca condotta in un tempo recente, poi sistematizzata, su un accadimento specifico, la crisi economica e morale del paese dove egli è nato e dove vive, la Repubblica di San Marino. Una ricerca che l’autore ha saputo tradurre nella pratica artistica, un’attività attraverso cui è riuscito a far emergere, in modo rigoroso e creativo, un punto di vista personale e significativo, che si aggiunge, arricchendola, alla riflessione sociale degli ultimi tempi. Si tratta di una comunicazione artistica che usa immagini del nostro Mondo, utilizzando l’ambivalenza esistente tra documentazione e finzione, quella della costruzione artistica. Si, perché la documentazione, in ambito artistico, non è mai riproduzione fedele, ma sempre costruzione di originalità, quindi finisce per privilegiare la finzione, come appare chiaro in queste immagini, che Giardi usa come un medium per la visione, per la percezione della significazione finale.

Egli abbandona l’idea convenzionale della bellezza appagante e si libera anche dell’estetica consolatoria di certa fotografia, per affidarsi al crudo segno significante delle cose, che utilizza nella loro dimensione materiale, nei termini di una concretezza molto più efficace dell’astrazione del linguaggio verbale e della scarsa comprensibilità di quello non verbale. Costruisce una sequenza visuale di immagini fotografiche che solo nel loro insieme si fanno opera. Si, perché è nella e con la sequenza fotografica che egli narra i presupposti culturali alla base della sua ricerca sulla crisi. Una narrazione che si sostanzia nella sequenza delle immagini: affermazioni forti, chiare e nette; una comunicazione che si attiva attraverso il suo agire artistico. E proprio attraverso questa storia raccontata si costruiscono i significati degli eventi, delle situazioni, dei fatti che egli utilizza e indica. Una narrazione che non solo produce, ma incorpora gli aspetti che sono alla base del contesto culturale di riferimento, ossia i presupposti culturali fondamentali, per costruire categorie basate su distinzioni valoriali, che rifiutano le normalizzazioni a favore del cambiamento. Un’opera prima, quella di Giardi, che utilizza in modo maturo il linguaggio fotografico, quello dell’autoreferenza dell’arte, senza perdere di vista l’etero-referenza, il suo punto di vista sul Mondo. (Marco Vincenzi)