La straordinaria presenza di Arianna Di Presa

Presentare un poema così complesso come “Suicidio intellettuale” non è semplice. Lo ha fatto egregiamente Arianna Di Presa che ha fornito la chiave di lettura di un’opera letteraria che ritorna alle origini della lingua italiana nello strumento, ma che si proietta in un futuro ancora poco esplorato nei contenuti. L’autore del libro ha avviato la sua ricerca a 17 anni e l’ha conclusa a 23. Sei anni di riflessioni sulle incrostazioni, personali, familiari, sociali che impediscono di essere liberi e leggeri e quindi l’intuizione raggiunta con la ricerca: scalfire il male con il male.

Seguire Arianna Di Presa mentre riflette sul libro del fratello è straordinariamente interessante, perché lei non si ferma a spiegare o descrivere, ma entra nel merito della provocazione e amplia il pensiero con significativa competenza.

Qui il link ad un filmato che sintetizza alcuni dei concetti di Arianna Di Presa

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Qui il link al libro

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