La scrittura di Vesna Stanic protagonista a Feminism 5

Il caldo delle quattro del pomeriggio di una Roma assolata ha accolto Luci Zuvela e Duska Bisconti e la loro straordinaria capacità di raccontare.

La Casa Internazionale delle Donne, stava appena aprendosi al pubblico per la tre giorni di Feminism 5, che nella sala Trust prendeva inizio la bella presentazione del libro di Vesna Stanic, “L’isola di pietra”, la storia autobiografica della bambina e la vita culturale della Croazia.

La Croazia, una regione ancora appartenente, nei racconti dei nonni, all’impero austro-ungarico, per poi tracimare nel passato/presente della Repubblica Socialista di Yugoslavia ed infine rivelare i segnali di un magma incandescente che con la morte di Tito, sarebbe esploso nella truce guerra dei Balcani.

Sarà Luci Zuvela a svelare il rapporto della bimba (Vesna) col padre partigiano che contribuì alla costruzione della Yugoslavia, ma poi condannato ai lavori forzati di Goli Otok (il gulag yugoslavo) perché sospettato di affinità con la politica del regime sovietico. Poche parole, poche occasioni di incontro con un padre sempre impegnato in attività politiche interne al Paese, ma anche nella solidarietà internazionale ai partigiani della guerra di Spagna. Pochi contatti, ma di profondo significato che lasciano nella bimba/autrice una traccia indelebile.

Grande l’interpretazione dell’attrice Duska Bisconti che legge tre brani dal libro della Stanic, ma che il pubblico avrebbe ascoltato ancora a lungo. Una delicata manifestazione di parole, scritte già in forma poetica, ma che nella voce della Bisconti diventano pennellate immaginifiche, che dipingono nella mente ambienti, colori, sensazioni.

Il libro della Stanic è straordinario e rappresenta una pietra miliare della letteratura croata.

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