Alla ricerca delle origini biologiche: “Cerco chi sono” tra storie, identità e social network

Adottare un bambino è prima di tutto un atto d’amore, ma è anche la risposta al desiderio di un progetto di coppia. I genitori adottivi investono tanto in termini di affetto e risulta dunque scontato che vivano con apprensione la consapevolezza che il legame con i genitori biologici possa intaccare la pienezza del rapporto con il proprio figlio.

L’opinione comune e la conseguente legislazione tendono pertanto a proteggere il nuovo legame, riconoscendo una prevalenza di merito alla famiglia d’adozione rispetto alla madre e/o al padre biologici. In determinate fasi della vita dei figli, tuttavia, risulta frequente il desiderio di conoscere le origini biologiche. Si tratta di un desiderio naturale, prima ancora che di un diritto alla conoscenza, che rappresenta una questione complessa sul piano etico e valoriale.

La sensibilità verso il tema della ricerca delle origini e la sua accettazione da parte dei genitori adottivi è cresciuta negli ultimi anni proprio grazie alla maggiore consapevolezza delle famiglie adottive e alla diffusione di internet e dei social network, che hanno facilitato la pratica di ricerca con modalità, tuttavia, non prive di rischi.

In questo contesto, l’Italia risulta particolarmente in ritardo rispetto ad altri paesi occidentali. Da una parte, infatti, la ricerca delle origini biologiche viene ostacolata da quella che le associazioni chiamano “Punizione dei cent’anni” (Legge n. 184 del 1983), ovvero l’impossibilità di accedere alle informazioni sulle origini prima dei cento anni dalla formazione del certificato di nascita; dall’altra, nell’ultimo decennio, la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo (2012) e le successive pronunce della Corte Costituzionale (2013) e della Corte di Cassazione (2017) hanno affermato un principio di bilanciamento tra gli interessi dei figli e dei genitori, rimandando al Parlamento il compito di legiferare sull’accesso alle fonti che attestano le origini biologiche.

È questo un tema che annovera numerose storie appassionanti dove i figli si mettono alla ricerca dei genitori biologici (e di eventuali fratelli), con esiti non sempre positivi.

Alcune di queste storie vengono raccontate dagli stessi protagonisti nel libro “Cerco chi sono” a Carmen Baffi e Michele Valente, mettendo in luce le difficoltà incontrate nel percorso di ricerca, ma soprattutto gli effetti prodotti dall’incontro con persone che avevano segreti da preservare, affetti da difendere, ma anche desiderio di conoscere.

Nella seconda parte il volume, attraverso un dialogo con professionisti e testimoni privilegiati, indica il percorso psico-sociale e normativo che la comunità è stata in grado di elaborare e quali obiettivi si pongono le associazioni nate per sensibilizzare sul tema della conoscenza delle origini biologiche e impegnate a far approvare una legge in materia.

 

Vai al link del libro

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento