L’altra metà del pianeta cinema, libro del mese per il Migliorista

La scelta della copertina è già emblematica del libro: il disegno del volto di Claudia Cardinale, una delle attrici più brave e più belle del cinema mondiale. Gian Piero Brunetta nella sua “Storia del cinema italiano” (Editori Riuniti, 1993) definì la sua bellezza “in pari tempo solare e notturna, delicata e incisiva, enigmatica e inquietante”. Per me, bravissima e bellissima, mi ritornano nella mente, solo per citarne alcune, le sue interpretazioni di Angelica nel “Gattopardo” o quella di Jill in “C’era una volta il west” o di Mara ne “La ragazza di Bube”.

Il libro di Pierfranco Bianchetti ci porta, in un viaggio lungo più di cento anni, le figure di donna rappresentate nel cinema e le donne del cinema (attrici, registe, sceneggiatrici, produttrici, scenografe, doppiatrici, segretarie di produzione, montatrici, giornaliste, critiche cinematografiche, etc.).

“Questo percorso comprende anche le eroine dello schermo, le più fortunate, quelle baciate dal successo, ma anche le più colpite dalla malasorte, le dive maledette, condannate a una triste fine dopo una esistenza infelice”

C’è un capitolo dedicato alle dive milanesi del cinema italiano ( Lucia Bosè, Adriana Asti, Ottavia Piccolo, Agostina Belli, Valentina Cortese, Angela Finocchiaro ed altre ancora) e un altro dedicato al fascino della donna milanese nei films “ commessa, operaia, signora dell’alta borghesia”). Insomma, è una carrellata di figure, che hanno dato vita al cinema italiano e internazionale.

Nella molto preziosa presentazione del libro, Francesca Comencini scrive: “Intanto ci rendiamo conto che il cinema nasce, per così dire, donna. Impossibile pensarlo senza la centralità assoluta dei personaggi femminili, seppure sempre incasellati in stereotipi…” E più avanti aggiunge un concetto molto vero: ”molto si perdona alle donne, fragilità, errori e patemi ma non la loro forza. La forza delle donne, quella forza che evidentemente viene vissuta così radicalmente minacciosa, non è mai perdonata….”

“È un percorso lungo e accidentato quello che conduce a fare del cinema un racconto a più voci, diverse tra loro, prima fra tutte la voce delle donne che di quel genere umano, di cui il film è cultura, sono più della metà. Accidentato lungo, ma ormai avviato, inarrestabile. Ed è importante caprine l’urgenza e la portata: non infatti per una questione di quote, di fredde percentuali, di “difesa” ( chi poi mai si dovrebbe difendere, le donne non hanno bisogno di esserlo!) dei diritti delle donne: si tratta di qualcosa che rappresenta una possibile salvezza per tutta l’umanità, e che dovrebbe essere preoccupazione di tutte e tutti, e non solo una battaglia delle donne…”

Prosegue Francesca Comencini : “Se il mondo ha una possibilità di cavarsela è uscendo dall’idea che la forza maschile sola al comando possa essere una qualsiasi, minima soluzione che il maschio forte, unico narratore del mondo, in un racconto apparentemente neutrale ma che esclude più della metà dell’umanità, possa dare conto e comprendere la complessità di un mondo variegato, frammentato, contradditorio e stanco della prepotenza umana che lo maltratta. Dobbiamo desiderare, a ogni costo, che la vita delle persone e il mondo in cui si svolge venga pienamente raccontato in tutte le sue differenze, di genere, di razza, di orientamento sessuale, di provenienza. (io aggiungerei, anche di condizione sociale. ndr). E la voce delle donne è l’arca che contiene tutte le voci differenti; se è silenziata, nessuna altra voce troverà spazio; se viene potenziata, apre il mare per tutte e tutti. Importante ogni occasione per ricordarlo con forza e con fierezza, e questo libro ne è una.”

E questo libro è anche la dimostrazione della passione, dell’amore per il cinema di Bianchetti. Grazie al suo lavoro abbiano un ampio, accurato e minuzioso catalogo della presenza femminile nel cinema. E traspare la dedizione, l’entusiasmo e la competenza che Bianchetti ha sempre messo nella sua attività di promotore del cinema, oggi come ieri quando da responsabile del “settore cinema” ha prodotto tante, valide iniziative che hanno dato lustro al Comune di Milano.

E di questo libro come di tutta la sua attività dobbiamo essergli grati.

Un libro utile a tutti, agli amanti del cinema come a quelli che vogliono ripercorrere più di cento anni di storia, non solo della presenza femminile nel cinema, ma di storia della cultura.

Luigi Corbani

(martedì 25 maggio 2021)

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