Né fascista né partigiano

Al di là dei grandi movimenti di pensiero che prima bloccarono poi ripristinarono le regole democratiche, prima e durante la guerra, è esistita un’Italia che non trova quell’attenzione che merita per il coraggio con cui ha affrontato sacrifici immani e risolto problemi giganteschi.

Il romanzo di Arturo Lattuneddu, raccontando la storia di un uomo comune, povero, contadino e quindi marinaio, offre questa nuova visione per leggere la storia.

“Parlando con Picchi, – dice l’autore – ho conosciuto un’altra Italia, un’altra razza di italiani che non esiste più e che aveva tanta fiducia nel futuro”.

Arturo Lattuneddu è il chirurgo del signor Giuseppe Picchi dal quale, dopo un incontro partito con il piede sbagliato, arrivano “racconti, confidenze, complicità”. Il racconto della vita di un uomo ordinario capace di appassionare e dipingere lo spirito di una generazione, oggi emarginata e così duramente colpita, che ha costruito l’Italia.

Un vero e proprio lascito testamentario. Così l’incipit:

“Qualche settimana dopo la sua scomparsa mi giunse un manoscritto che non arrivava a cento pagine. Erano fogli di quella carta antica un po’grossa, color giallo sbiadito con sottili righe blu, sulla quale risaltava la sua tipica scrittura con penna stilografica, inclinata e ornata da grosse maiuscole come capoverso”.

 

Due immagini dell’incrociatore Montecuccoli, la nave della marina militare italiana su cui il protagonista del libro
ha vissuto la sua missione di soldato durante le fasi difficili del conflitto mondiale.

Una storia appassionante che non ha bisogno di raccontare fatti eclatanti per coinvolgere il lettore. L’opera ha un secondo, grande pregio, quello di riflettere puntualmente sulle parole (italiane e dialettali) che manifestano una notevole competenza linguistica da parte dell’autore.

 

“Purì i bu i va pianì mo la tëra la j à pazenzia, zerca d’avela nenca te.”

 

 

 

 

 

 

 

L’autore (Forlì – 01/07/1955) è medico chirurgo, ospedaliero ora in pensione, ma impegnato come libero-professionista presso gli Ospedali Privati di Forlì. Ha scritto “Ombre in controluce” edito da Tresogni, un libro di racconti di pesca e di vita. Lettore forte, in particolare di romanzi storici, con il suo nuovo libro si ispira alla storia reale di un vecchio paziente, diventato amico.