Le case del cuore

Il paesaggio antropizzato comunemente stride con l’ambiente naturale. Le terre coltivate godono invece di un’armonia che induce a pensare quanto sia importante il lavoro dell’uomo quando questo organizza per ottenere maggiori e migliori frutti dall’azione incessante della terra e del tempo.

Quasi insopportabili invece risultano spesso gli interventi tesi ad agevolare le condizioni di vita delle persone, siano queste case o palazzi, strade o ferrovie, ponti o porti. Solo pochi grandi architetti riescono a conservare una dimensione ‘naturale’ capace di manifestarsi nel rapporto aureo fra edilizia e ambiente.

Frank Lloyd Wright, “La casa sulla cascata”

Pochi grandi architetti e un’innumerevole serie di anonimi fabbricatori di case coloniche, purtroppo sempre più rare, che si stagliano nei paesaggi rispettandone le forme, l’armonia, i colori.

Accade a volte che addirittura queste delicate, ma solide costruzioni migliorino i paesaggi stessi. I materiali sicuramente aiutano nel definire l’armonia, ma sono le forme e la loro pratica funzionalità a garantire ciò che nella Grecia classica veniva definito come equilibrio.

Ecco Frisoni le ha ritratte ricercando la compenetrazione fra forma e paesaggio, nella profonda conoscenza di un mondo dal quale il fotografo trae la totalità delle proprie radici culturali, raccontandolo in un ambito poetico dal quale emerge tutta la bellezza ma anche una profonda malinconia.

L’approccio di Frisoni al mondo rurale può avvenire con la fotografia, con la pittura, con la letteratura e sempre si dirige sul fronte acuto della speranza capace di riversare nella modernità valori assoluti, ma assopiti, contaminandola.

 

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