"Ucciso su mandato di Mosca": la sentenza riaccende il conflitto con Londra

Dopo la morte del fratello, ucciso da una dose letale di polonio 210, Maxim Litvinenko con l’aiuto del giornalista Luca Salvatori, ha raccolto e tradotto in italiano una serie di articoli che Alexander aveva scritto per Chechenpress. Gli articoli rappresentano una forte, decisa e documentata accusa al regime di Putin coinvolto in gravi fatti di terrorismo che vanno dagli attentati ai palazzi moscoviti al gravissimo episodio della scuola di Beslan, fino all’assassinio dell’amica giornalista Anna Politkovskaja.

 

Anna_Politkovskaya

Gli articoli sono organizzati per argomenti e tracciano un percorso che mette a nudo le modalita’ d’azione dei servizi segreti russi che Alexander conosceva bene in quanto ex ufficiale.  Un’intervista allo stesso Alexander, rilasciata a Chechenpress il 30 marzo 2006, lancia pesanti accuse al regime di Mosca, smascherando le attività dei servizi segreti ora Fsb prima Kgb. Il libro intitolato: “Perchè mi hanno ucciso” è un saggio  introdotto dall’interessante ricostruzione dei fatti di cronaca fatta da Luca Salvatori che partono dalla fuga di Alexander Litvinenko da Mosca a Londra, fino alla straziante morte nel letto del University College Hospital. Il quadro viene completato da due interviste ai più stretti collaboratori politici e amici di Alexander: Boris Berezowskij, l’oligarca russo esiliato a Londra e morto nel 2013 all’età di 67 anni in strane circostanze, e a Achmed Zakaev, leader della lotta di liberazione della Cecenia. Il libro pubblica il testo del breve ma dolorosissimo commento fatto dal padre di Litvinenko, Val’ter “Il sangue del mio sangue giace nel letto”, in cui descrive il dramma della perdita di conoscenza del figlio che di lì a 24 ore morirà.  (Leggi la scheda del libro)

Un tribunale di Londra ha recentemente decretato che Litvinenko è stato ucciso su mandato di Mosca.