La carta batte la tecnologia un milione a zero

Nancie Atwell, 63 anni, una superstar del mondo dell’istruzione ha vinto il Global Teacher Prize, “il premio Nobel della Scuola” che le assegna un milione di dollari da spendere in dieci anni. La storia di Nancie  è la celebrazione degli insegnanti come persone, la loro rivincita sulla tecnologia. Solo qualche anno fa si sarebbe parlato di portare i tablet nei paesi in via di sviluppo (ricordate l’OLPc di Nicholas Negroponte?) e di software e lavagne multimediali come supporti essenziali. E invece la passione per l’insegnamento e il vero amore per gli studenti a prevalere. E non importa se non ci sono risorse, non importa se in qualche caso c’è la guerra alle porte, non importa se il ministro di turno non fa la riforma che tutti aspettano.

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“Facciamo innovazione senza permesso” ha ripetuto più volte Nancie Atwell. La sua ha un sapore antico e profuma di carta. Il suo metodo, consacrato da un centro per l’insegnamento e l’apprendimento che ha fondato nel 1990 nel Maine, si basa sui libri. “I miei ragazzi ne leggono almeno 40 l’anno”. Quali? È qui la novità: “Li scelgono loro. Da una libreria che aggiorniamo continuamente con più di diecimila titoli. Sono loro a dirmi cosa vogliono leggere, di cosa vogliono scrivere e imparano a farlo “. Così molti dei suoi allievi sono diventati scrittori, e gli altri hanno comunque avuto ottimi voti.

Che cosa ha ancora da insegnare?, le ha chiesto un giornalista. “Io? Io sto ancora imparando come trasformare la scuola, ogni scuola, in un luogo di felicità e saggezza”. Felicità, ecco, se c’è una sola parola che unisce tutte queste storie è felicità. (note tratte da Repubblica)