Briganti a San Marino di Alfio Cavoli

Con un taglio storiografico da grande ricercatore, Alfio Cavoli esamina la società sammarinese del 1700 caratterizzata dalla presenza di lotte intestine fra le famiglie aristocratiche e dall’esclusione dalla vita dello Stato della gran parte del popolo. E’ questo il periodo in cui viene sbarrato l’accesso della Porta del Paese ai ‘villici’, denotando una condizione tutt’altro che aperta al confronto fra i capi famiglia. Le storie di tradimento, attentati alla stabilità dello Stato, di azioni violente, si sovrappongono generando quegli elementi di instabilità che prima aprirono le porte all’occupazione dell’Alberoni (1739) e nel 1785 al blocco dei confini del cardinale Valenti Gonzaga e all’ingresso dei gendarmi pontifici in Repubblica. Questo il quadro sociale che emerge nel lavoro di Cavoli, teso a raccontare la storia dei briganti che in quell’epoca vissero a San Marino e nel Montefeltro, a partire da Marino Belzoppi, soprannominato il Baffino, che nel ’39 cospirò con Lolli, Ceccoli e Centini nell’attentato contro la Repubblica, il prete Zani che dilapidò il patrimonio parrocchiale o il Commissario della Legge Almerighi che si unì ad un gruppo di falsari. Fra questi il più abietto pare essere proprio Pietro Lolli, incarcerato nella Rocca, e liberato dal Cardinale Alberoni. Il fascicolo dedica un attento esame alla vita di Tommaso Rinaldini detto Mason dla Blona e le sue gesta che conquistarono, al pari del Passatore in Romagna e del Tiburzi in Toscana, il consenso dei più deboli. La sua frequente presenza a San Marino e la partecipazione alla sua banda di sammarinesi, fra cui un Giovanni Michelotti, rendono appassionante il racconto.

Un sammarinese protagonista del Rinascimento

Giovan Battista Belluzzi, primo architetto militare di Cosimo De Medici, diceva che non potevano essere costruite fortificazioni efficaci senza conoscere l’arte della guerra. Belluzzi morì a causa di un colpo di archibugio che lo raggiunse alla testa durante la battaglia di Siena mentre era al comando di una guarnigione di 200 soldati. Ma nei suoi purtroppo pochi anni di azione professionale progettò mura e torrioni, caratterizzando col suo ingegno gli stili architettonici di numerose città della Toscana, ma anche delle Marche, fra cui Pesaro. Importanti anche gli scritti fra cui il Diario che lo condusse a Venezia e il trattato sulle fortificazioni. Nonostante i ruoli importanti ricoperti nella Signoria fiorentina, il Belluzzi, genero di Girolamo Genga, nipote di Antonio Orafo, svolse importanti incarichi anche per la Repubblica di San Marino, intercedendo nel più grave momento di conflitto con il Papa, affinché le pesanti sanzioni imposte fossero superate. L’interessante lavoro di Maria Antonietta Bonelli traccia il percorso di una biografia complessa di uno dei protagonisti del Rinascimento italiano, ma con una cittadinanza sammarinese, discendente di una delle più antiche famiglie.

La casa dalla preistoria ad oggi

La Storia Illustrata giunge all’11° fascicolo: l’evoluzione dell’architettura della casa a San Marino (dalle capanne ai condomini,) nell’interessante ricerca di Leo Marino Morganti.

 

 

 

 

 

La lezione di Don Milani

A Rimini (Cinema Tiberio, 13 febbraio 2018 ore 20,45) si parlerà della forte influenza che continua ad avere il pensiero di Don Milani. L’analisi vede confrontarsi idee contrastanti sulle finalità indicate dal sacerdote di Barbiana, ma tutte convergenti sul valore del suo insegnamento. “E’ un pensiero concreto, di straordinaria organicità, che fa di Milani un’esperienza intellettuale, radicale, utopica e politica, di livello almeno europeo. Ben oltre i confini di un piccolo paese, di una nazione, e del suo tempo.” Così lo recensisce Cinematografo.it che definisce il filmato come “voce e immagine di un uomo che oggi più che mai ripropone con forza il tema della coscienza e dell’obbedienza, della giustizia e della solidarietà, della scuola che deve permettere a tutti di diventare sovrani di sé stessi”.

Nella stessa serata sarà presente Alessandro Mazzerelli che presenta l’ultimo suo libro su Don Milani capace certamente di animare il dibattito con le sue opinioni alcune delle quali, come sottolinea Franco Cardini “… sarei disposto a difendere con le unghie e con i denti e addirittura a sottoscrivere con il sangue, e altre che mi ripugnano. … E’ proprio degli uomini liberi l’impegnarsi affinché chiunque possa aver diritto di sostenere le sue idee, comprese quelle più lontane dalle proprie. Quelle di Alessandro Mazzerelli possono entusiasmare e indignare: ma non lasciano mai indifferenti.”

Qui il link della presentazione a Rimini

 

Qui il link per accedere alla scheda del libro

Il libro di Mazzerelli su Don Milani fa discutere

Nel libro di Mazzerelli vi sono affermazioni che sarei disposto a difendere con le unghie e con i denti e addirittura a sottoscrivere con il sangue, e altre che mi ripugnano. … E’ proprio degli uomini liberi l’impegnarsi affinché chiunque possa aver diritto di sostenere le sue idee, comprese quelle più lontane dalle proprie. Quelle di Alessandro Mazzerelli possono entusiasmare e indignare: ma non lasciano mai indfferenti. (Franco Cardini – dall’introduzione a “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della terza via”)

 

Qui la scheda del libro

L’arte batte la violenza

Gremito l’atelier di Nidaa a Monte Grimano per la presentazione del calendario dedicato alla pace dell’artista palestinese. La miglior risposta alla violenza e all’oppressione giunge proprio dalla capacità della brava fotografa di rappresentare la cultura della libertà.

 

 

Le fotografie della Badwan contro la dittatura

Dopo la splendida serata trascorsa a San Marino il 7 gennaio, sabato prossimo, 20 gennaio alle 18,30 vi aspettiamo a Monte Grimano presso l’atelier di Nidaa. Scoprire e capire l’emozione di una ragazza che ha reagito alla violenza con l’arte. Ancora disponibili alcune copie del calendario autografato dalla “artista ribelle”.

 

NIDAA E IL GALLO

di Maria Stella Mei

Taci
lascia che io canti
che allontani il mio dolore.
Tre metri per tre metri
misura la libertà.
Tre metri per tre metri
misura la paura.

Taci
lascia che io suoni
che alimenti la mia vita.
Tutto ho consumato,
quest’aria ho bevuto
la mia carne ho mangiato,
non la tua.
Mai mai il mio cuore
si macchierà del tuo sangue,
mentre il tuo gronda del mio.

Taci
lascia che t’insegni ad ascoltare.

Fra l’885 e il 1070 San Marino perse il proprio territorio?

Di cosa parla e da chi è stato redatto il Placito Feretrano,il più antico documento che attesta la presenza di un’entità giuridicamente costituita sul Monte Titano?  Si tratta di un falso o,come sostiene Paul Aebischer, di una copia dell’XI secolo? A queste domande risponde il Prof. Carlo Dolcini chiarendo prima di tutto i dubbi sulla veridicità dell’atto e contestualizzando la donazione dei terreni che vengono concessi al monastero di San Marino nel corretto ambito storiografico. Quindi il Prof. Dolcini si addentra nell’ipotesi sostenuta da Aebischer fornendo ulteriori elementi a favore, fra cui l’interessante scoperta del documento, conservato presso l’archivio di Statodi San Marino, datato 16 novembre 1070, in cui fra i beni concessi al Monastero di San Gregorio in Conca,compaiono anche gli stessi oggetto di contesa nel Placito Feretrano.Dolcini espone pertanto l’ipotesi che sull’atto originale siano state eseguite,alla fine dell’anno mille, delle interpolazioni per far si che i beni concessi avessero un’origine certa, nella ancor più interessante ipotesi che fra l’885 (data del Placito) e il 1070 (data della donazione) i territori che l’AbateStefano rivendica come facenti parte del monastero Sancti Marini siano stati riconquistati, con la legge o con la forza, dal Vescovo di Rimini.

 

Da venerdì 5 gennaio 2018 il 5° fascicolo della Storia Illustrata della Repubblica di San Marino è in edicola (€2,50)

I primi abitanti del Titano

La Storia Illustrata entra nel merito delle vicende umane che hanno prodotto l’antica comunità. Le tracce archeologiche rivelano la presenza di antiche popolazioni umbre, quindi dei Villanoviani. Interessanti le ricerche di storici come Monsignor Luigi Donati e l’Ing. Gino Zani,  Vedremo in seguito come la ricerca abbia raggiunto risultati eccezionali , di cui il tesoro dei goti e testimonianze romane meritano di essere rimesse a disposizione delle utenze.