Vent’anni della rivista “Afriche e Orienti” festeggiati a Bookcity 2018

Bookcity 2018 e il Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici, dell’Università degli Studi La Statale di Milano festeggeranno i 20 anni della rivista Afriche e Orienti.

Il 16 novembre prossimo (via del Conservatorio,7 – Milano) la Prof.ssa Cristina Fiamingo condurrà la tavola rotonda: “NUOVE FRONTIERE E NUOVI SGUARDI ATTRAVERSO IL PRISMA DELLA RIVISTA “AFRICHE E ORIENTI” con interventi di Nicola Melis (Università degli Studi di Cagliari), Antonio Pezzano (Università degli Studi di Napoli, l’Orientale), Anna Vanzan (Università degli Studi di Pavia), Corrado Tornimbeni / Arrigo Pallotti (Università di Bologna e Co-Direttori di «Afriche e orienti»).

L’evento nasce dalla collaborazione che Bookcity ha instaurato con le Università di Milano e si colloca nel programma dell’ormai famosa manifestazione voluta dall’AIE e dai più grandi editori italiani.

 La rivista Afriche e Orienti da due decenni testimonia e interpreta la società e la politica della macro-regione attraverso la ricerca che matura nel seno delle Università.

La discussione prenderà in esame i flussi migratori, compresso il reflusso dovuto ai respingimenti, considerando nel contesto le pratiche del traffico degli esseri umani, i cambiamenti socio-politici della macro regione dovuti anche ai rapporti intergenerazionali e all’attivismo delle donne, le tendenze neoliberiste che danno origine a ambigue interazioni degli attori politici e sociali e a forti critiche della cittadinanza.

L’occasione affronterà in particolare i temi pubblicati su:


L’intero catalogo della rivista Afriche e Orienti è consultabile qui

Afriche e Orienti all’Università di Napoli

Continuano le presentazioni in numerose Università d’Italia dei numeri monografici della rivista Afriche e Orienti. Riflessioni approfondite sul continente più antico, ma con le maggiori opportunità. Favorire la conoscenza di questa parte fondamentale del pianeta significa ragionare sul futuro e offrire un’opportunità oggettiva a popoli che da secoli vivono in una condizione di sottosviluppo determinata da responsabilità  oggettive di chi ne ha sfruttato le risorse.

 

 

 

 

La questione dei confini in Africa

Il secondo numero della rivista Afriche e Orienti affronta uno dei temi di maggiore attualità in Africa.

Questo il link per consultare l’indice e questo per accedere ai contenuti gratuiti della rivista, oppure per acquistarne la copia cartacea e digitale.

 

I corpi militari di Elisabetta Righi

La costruzione di solide fortificazioni non sarebbe stata sufficiente a difendere l’autonomia della Repubblica se non fosse stato presente nella cultura dei sammarinesi il dovere della difesa. Sebbene le prime notizie di militari organizzati risalgano ‘solo’ al 1204,  e nel 1295, la rubrica IV degli Statuti  indichi l’obbligo della promessa di custodire e mantenere l’integrità delle persone e delle proprietà, gli storici ritengono che tale assenza di informazioni derivi dalla consuetudine consolidata di dedicare parte della propria giornata all’attività di difesa tanto da eliminare ogni distinzione fra la vita di cittadino e di soldato.  Gli uomini in armi dipendenvano direttamente dal Defensor e dal Capitaneus,  i Capi dello Stato a cui erano attribuiti i poteri più ampi, sopratutto in tempo di guerra. Interessante sapere che nel 1349 il Defensor organizza servizi di guardia alle porte della città distribundo le forze disponibili sulla lunga linea di difesa fisica. Dal 1339 si inizia a costituire un vero e proprio ‘tesoro di guerra’ a cui contribuiscono i Capitani Reggenti, obbligati a versare il valore di una balestra grande, mentre i Massari del Santo provvedevano alla gestione del fondo. Nel 1339 si ha anche notizia del torneo della balestra che il corpo dei balestrieri ha saputo far rivivere ai giorni nostri. L’esame dei singoli corpi uniformati, le loro caratteristiche e funzioni, rappresentano la parte principale del fascicolo curato da Elisabetta Righi Iwanejko che lo arricchisce di una vasta iconografia storica.

L’arte nasce con la pietra

Le prime testimonianze di artisti sammarinesi risalgono al XIV secolo. Il lavoro della Lazzarini, una traccia indelebile per la conoscenza dell’evoluzione della cultura artistica del nostro Paese.

Melting Pot e Afriche e Orienti nell’atelier dell’artista

Alcune copertine dei libri della casa editrice fotografate con lo sfondo della parete verde che Nidaa utilizza per i suoi scatti che hanno fatto il giro del Mondo.

 

Le origini del Comune sammarinese

Pieve, castello o capitanato? Sono queste le tre opzioni su cui gli storici si confrontano per definire la nascita del comune di San Marino. Se la traccia più profonda e antica dell’organizzazione politica risale al 1243, quando i Capitani Oddo Scarito e Filippo da Sterpeto con il  Vescovo del Montefeltro acquisiscono per 15 lire ravennati un diritto di passo da Guido da Cerreto, è certamente il documento del 2 aprile 1253 a consolidare la ‘potestas statuendi’ attraverso la quale il Console Andrea di Superclo commina una condanna a Giovanni Venerio obbligadolo ad un pagamento a favore di Bretaldo da San Marino in nome degli ‘Statuti sancti Marini’. L’analisidei primi documenti, per lo più atti notarili, consente a Carlo Dolcini di tracciare solide basi per affermare il principio di autonomia, in particolare nella amministrazione interna e nell’esercizio della giustizia civile e penale, del comune di San Marino comunque soggetto alla protezione del Vescovo. L’organizzazione del comune diviso in dieci Gualdarie o la proibizione per i nobili di acquistare case o terreni fino alla distanza di un migllio dalle mura, sono solo due degli interessanti elementi sottolineati dalla ricerca.

Vita Sancti Marini

La ricostruzione è stata curata dal professor Carlo Dolcini

E’ dedicato alla figura del Santo Marino, il sesto capitolo della Storia Illustrata della Repubblica di San Marino, curato dal professor Carlo Dolcini, già disponibile in tutte le edicole della Repubblica.

 


[c.s.] La comparazione fra la leggenda, le cui origini risalgono al X secolo e l’analisi storiografica, fa presupporre la reale esistenza del fondatore della comunità del Titano anche se la vita viene, dagli esperti, collocata non alla fine del III secolo, come vorrebbe la tradizione, ma verso la seconda metà del VI secolo. L’affascinante ricostruzione storica e l’analisi filologica dei manoscritti della Vita Sancti Marini sono l’oggetto di questa interessante ricerca condotta dal Prof.Carlo Dolcini.
Il sesto fascicolo della Storia Illustrata della Repubblica di San Marino è disponibile in tutte le edicole della Repubblica.