Luca Morganti Mirco Semprini

Conferito il premio Montefeltro al libro “I mulini del fosso di Canepa”

Giornata importante per San Marino, per la casa editrice e sopratutto per gli autori, Luca Morganti e Mirco Semprini, a cui domenica 7 ottobre 2018 è stato consegnato il prestigioso premio istituito dal Comune di Frontino e dall’Università di Urbino per la pubblicazione del libro “I mulini del fosso di Canepa”

Il libro indaga il monumentale complesso molitorio (oggi purtroppo in degrado dopo essere stato restaurato due decenni fa) che vede ben sei mulini in linea sul torrente San Marino generare un vero e proprio parco dell’acqua.

Il fosso di Canepa è infatti uno dei luoghi più impervi e suggestivi di San Marino, al termine di una forra profonda oltre 40 metri. Lungo il fosso è possibile accedere ad un complesso di grotte accessibili solo in piccola parte ma collegato alle cavità caratterizzanti il monte Titano.

Lo stretto collegamento fra ambiente, architettura rupestre e archeologia industriale, offre spunti interessanti per indagare i prodotti, le tecniche di coltivazione e molitorie utilizzate per circa 800 anni nelle campagne del centro della penisola italica.

Grande l’interesse suscitato e molto interessante l’articolo pubblicato da Gaia Matteini nello Scaffale Romagnolo del Corriere di Romagna.

I mulini

 

Maggiori approfondimenti possono essere letti qui

Di seguito una rapida descrizione di alcuni dei mulini di Canepa:

MULINO CAPPICCHIONI – REFFI:

Mulino Capicchioni - ReffiSecoli XVIII – XIX – XX

Stato: abbandono

Nel catasto Santucci del 1822 – 1825 questo mulino viene definito casa con corte e molino da grano a due ruote e ingulchiera.

E’ una struttura articolata su tre piani con cinque vani ed è l’edificio più complesso tra i mulini del Fosso di Canepa.

Le murature sono in pietra e sassi di fiume legati con malta di calce.

MULINO CAPPICCHIONI – REFFI:

Mulino Capicchioni - ReffiSecoli XVIII – XIX – XX

Stato: sede associazione speleologica sammarinese

Nel catasto Santucci 1822 –1825 questo mulino viene definito ad una ruota con corte e canale del molino.

E’ una struttura articolata su quattro piani con sette vani ed è quello conservato meglio.

Le murature sono in pietra e sassi di fiume intonacate con rustico di cemento.

In seguito venne ampliato aggiungendo un vano per la cucina e uno per il bagno in cemento armato.

MULINI DELLA GREPPA:

Mulino della GreppaSecoli XVIII – XIX – XX

Stato: testimonianza archeologica industriale/ abbandonato

Il catasto Pelacchi del 1775 – 1777 questi due mulini vengono definiti ad una ruota ciascuno.

E’ una struttura articolata su due piani rettangolari in due diversi edifici posti in prossimità della cascata.

Le murature sono in pietra intonacate con uno strato di rustico di cemento e presenta un portico antistante l’ ingresso.

MULINO DI BOTTACCIONE:

Mulino BottaccioneSecoli XVIII – XIX – XX

Stato: testimonianza archeologica industriale.

Nel catasto Pelacchi del 1775 – 1777 questo mulino viene definito selva con molino detto il Bottaccione per il grande bottaccio che interessava tutto l’ alveo del Fosso di Canepa.

E’ una struttura articolata su tre piani più un portico esterno.

Attualmente l’ edificio si presenta come un unico vano a cielo aperto in seguito al crollo del tetto, del solaio e del portico.

Le murature sono in pietra a conci irregolari e ciottoli di fiume “ faccia a vista” legati con malta di calce.

MULINO DELL’ OVIERA:

Mulino OvieraSecoli XIX – XX

Stato: Rudere

Nel catasto Cantucci del 1822 – 1825 questo mulino viene definito molino ad una ruota.

È una struttura articolata su tre piani con tre vani a pianta rettangolare ed è in uno stato di degrado molto avanzato dovuto al crollo del tetto.

Le murature sono in pietra intonacate con uno strato di rustico di cemento.