I corpi militari di Elisabetta Righi

La costruzione di solide fortificazioni non sarebbe stata sufficiente a difendere l’autonomia della Repubblica se non fosse stato presente nella cultura dei sammarinesi il dovere della difesa. Sebbene le prime notizie di militari organizzati risalgano ‘solo’ al 1204,  e nel 1295, la rubrica IV degli Statuti  indichi l’obbligo della promessa di custodire e mantenere l’integrità delle persone e delle proprietà, gli storici ritengono che tale assenza di informazioni derivi dalla consuetudine consolidata di dedicare parte della propria giornata all’attività di difesa tanto da eliminare ogni distinzione fra la vita di cittadino e di soldato.  Gli uomini in armi dipendenvano direttamente dal Defensor e dal Capitaneus,  i Capi dello Stato a cui erano attribuiti i poteri più ampi, sopratutto in tempo di guerra. Interessante sapere che nel 1349 il Defensor organizza servizi di guardia alle porte della città distribundo le forze disponibili sulla lunga linea di difesa fisica. Dal 1339 si inizia a costituire un vero e proprio ‘tesoro di guerra’ a cui contribuiscono i Capitani Reggenti, obbligati a versare il valore di una balestra grande, mentre i Massari del Santo provvedevano alla gestione del fondo. Nel 1339 si ha anche notizia del torneo della balestra che il corpo dei balestrieri ha saputo far rivivere ai giorni nostri. L’esame dei singoli corpi uniformati, le loro caratteristiche e funzioni, rappresentano la parte principale del fascicolo curato da Elisabetta Righi Iwanejko che lo arricchisce di una vasta iconografia storica.