Le origini del Comune sammarinese

Pieve, castello o capitanato? Sono queste le tre opzioni su cui gli storici si confrontano per definire la nascita del comune di San Marino. Se la traccia più profonda e antica dell’organizzazione politica risale al 1243, quando i Capitani Oddo Scarito e Filippo da Sterpeto con il  Vescovo del Montefeltro acquisiscono per 15 lire ravennati un diritto di passo da Guido da Cerreto, è certamente il documento del 2 aprile 1253 a consolidare la ‘potestas statuendi’ attraverso la quale il Console Andrea di Superclo commina una condanna a Giovanni Venerio obbligadolo ad un pagamento a favore di Bretaldo da San Marino in nome degli ‘Statuti sancti Marini’. L’analisidei primi documenti, per lo più atti notarili, consente a Carlo Dolcini di tracciare solide basi per affermare il principio di autonomia, in particolare nella amministrazione interna e nell’esercizio della giustizia civile e penale, del comune di San Marino comunque soggetto alla protezione del Vescovo. L’organizzazione del comune diviso in dieci Gualdarie o la proibizione per i nobili di acquistare case o terreni fino alla distanza di un migllio dalle mura, sono solo due degli interessanti elementi sottolineati dalla ricerca.