Fra l’885 e il 1070 San Marino perse il proprio territorio?

Di cosa parla e da chi è stato redatto il Placito Feretrano,il più antico documento che attesta la presenza di un’entità giuridicamente costituita sul Monte Titano?  Si tratta di un falso o,come sostiene Paul Aebischer, di una copia dell’XI secolo? A queste domande risponde il Prof. Carlo Dolcini chiarendo prima di tutto i dubbi sulla veridicità dell’atto e contestualizzando la donazione dei terreni che vengono concessi al monastero di San Marino nel corretto ambito storiografico. Quindi il Prof. Dolcini si addentra nell’ipotesi sostenuta da Aebischer fornendo ulteriori elementi a favore, fra cui l’interessante scoperta del documento, conservato presso l’archivio di Statodi San Marino, datato 16 novembre 1070, in cui fra i beni concessi al Monastero di San Gregorio in Conca,compaiono anche gli stessi oggetto di contesa nel Placito Feretrano.Dolcini espone pertanto l’ipotesi che sull’atto originale siano state eseguite,alla fine dell’anno mille, delle interpolazioni per far si che i beni concessi avessero un’origine certa, nella ancor più interessante ipotesi che fra l’885 (data del Placito) e il 1070 (data della donazione) i territori che l’AbateStefano rivendica come facenti parte del monastero Sancti Marini siano stati riconquistati, con la legge o con la forza, dal Vescovo di Rimini.

 

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