Donne dell’Islam protagoniste della democrazia

(Quello che è certo, dunque, è che le donne con il loro impegno nel costruire nuove forme di organizzazione e aggregazione, sono in prima linea nel tracciare la via verso il raggiungimento di una piena cittadinanza.)

Silia Galli sulla prestigiosa rivista ‘Reset’ diretta da Giancarlo Bosetti, recensisce l’ultimo numero (1/2016) di “Afriche&Orienti” che propone un dossier dedicato ai movimenti delle donne in Nord Africa e Medio Oriente.  Un tema molto interessante poiché sono spesso le donne a muovere i processi di cambiamento nelle aree in cui l’Islam rappresenta la cultura di riferimento. L’articolo mette in evidenza come i movimenti femminili, anche se spesso protagonisti delle lotte, non pongono al centro dei loro contenuti le condizioni di genere, ma i diritti delle intere società. Scrive a proposito Silia Galli: “…il ruolo e la presenza femminile e giovanile in prima linea all’interno dei movimenti di contestazione e dissenso politico hanno sfidato e, in qualche misura, sovvertito l’ordine politico costituito di alcuni paesi dell’area” e, citando il saggio di Anna Vanzan, continua: “…durante la recente ondata rivoluzionaria che ha sconvolto la regione mediorientale “le donne, nonostante la loro cruciale presenza nelle piazze e nelle fasi della transizione, sembrano partecipare soprattutto come cittadine, ovvero senza articolare le proteste in una vera e propria cornice di genere”.

Come afferma una giovane attivista marocchina, durante un’intervista, alla Prof.ssa Pepicelli: “non abbiamo bisogno di domandare, di scrivere, di trattare la donna in un contesto a sé stante, separato dalla società. Quando si dice democrazia automaticamente si parla di cittadini, donne e uomini, tutti uguali davanti alla legge”.

Questo tipo di approccio contribuisce a capire nel profondo culture che, da un’analisi superficiale, appaiono invece unidirezionli e monolitche. Del resto la Galli intervistando nel 2016 Renata Pepicelli, metteva in evidenza come l’Islam sia molto diverso non solo nei Paesi, ma anche nei contesti sociali, in cui si manifesta. “L’Islam – scrive la Galli – è molto diverso … perché appunto la religione negli anni e nei secoli si è fortemente commista a quelli che erano le tradizioni, gli usi locali, le storie nazionali”.